In giro per il web si leggono fiumi di parole che cercano di esporre i vantaggi derivanti dall’utilizzare Linux invece di Windows. Come tutti quelli la cui esperienza con i PC è iniziata con Microsoft, anche io ho navigato in lungo e in largo per il web leggendo svariate motivazioni a favore del pinguino e contro Windows.
Ora, dopo anni di utilizzo condiviso (ho sempre tenuto un dual-boot) dei due sistemi operativi, posso dire con fiera convinzione di essermi fatto un’opinione precisa su queste argomentazioni: la maggior parte di esse non corrisponde a verità.
Per cominciare, prendo come esempio una delle pagine più “gettonate” dai fanboy Linux: quella del sito dell’Istituto Majorana di Gela.
Passando in rassegna le tesi riportate in quella pagina, incontriamo la prima.
“Sistema operativo: non pagare 400 $”
Io ho sempre definito le affermazioni di questo genere “pretestuose“. Sì, perchè qui ci si basa sul prezzo di Windows comprato separatamente da un PC (infatti, chi compra un PC nuovo, si trova il sistema operativo praticamente gratis, come spiegato in fondo al post). Ora, quale utente privato si sogna di comprarsi un sistema operativo separato dal proprio PC? Pochissimi o nessuno. Nel 99% dei casi, l’utente vuole avere la versione successiva di Windows solo perchè è “nuovo”, è “appena uscito”, ha l’effetto “wow” ed è “fighissimo”. Non perchè abbia delle esigenze concrete legate al nuovo sistema. A dimostrazione di ciò, tutti i software (va beh dai, facciamo il 95%) in circolazione per Windows sono compatibili anche con Windows XP. Windows XP è uscito nel 2001, quindi un utente che non è ancora aggiornato con tale s.o., con ogni probabilità, ha un PC su cui non gira nemmeno il campo minato. Non mi sembra scandaloso “costringere” (così dicono i Tux-fan) un utente del genere ad aggiornare il proprio parco hardware, allegato al quale troverà la nuova versione di Windows. Argomentazione classificata come “omissiva, quindi non sussistente”.
“Linux parla italiano”
Beh, qui c’è poco da dire: anche Windows. Non capisco dove sarebbe il “vantaggio” in questo campo. Argomentazione “ininfluente”.
“Scordati dei virus del tuo computer”
Verissimo, oggi. Su questo aspetto ho sempre avuto una teoria, che poi ho ritrovato presso qualche altro utente sulla rete: finchè Linux avrà una quota di mercato dello 0,9%, è naturale che non dovrà temere i virus, semplicemente perchè non ce ne sono. Nel caso in cui il sistema operativo open source dovesse diffondersi, diciamo…fino al 3-4%, allora l’attenzione dei creatori di codice malevolo verrebbe subito attirata e questi scriverebbero virus anche per Linux. La dimostrazione di ciò è Android. E’ noto a tutti che il popolare sistema operativo per smartphone è basato su kernel Linux, quindi dovremmo poterci “scordare dei virus”. E invece no! Infatti il market pullula di app fasulle che mascherano malware che si installa una volta che l’utente concede l’autorizzazione. Questa argomentazione la classifico come “forte, ma solo rebus sic stantibus“.
“Non più pirati, ma legalità”
Qui c’è almeno un fondo di verità. In effetti, grazie all’open source, non è necessario piratare Microsoft Office, Microsoft Windows o Photoshop. Infatti ci sono LibreOffice/OpenOffice, GNU/Linux e Gimp…ma siamo sicuri che siano equivalenti? Altro discorso molto ampio, che affronterò un’altra volta. La falla di questa argomentazione è che il software open source, nel 99,9% dei casi è disponibile anche per Windows, quindi non serve avere installato Linux per utilizzarlo (per la questione del sistema operativo, vale il discorso al punto 1). Questa argomentazione la classifico come “debole e anch’essa omissiva”.
“Con Linux si installano anche molti altri programmi”
Non capisco dove sia l’utilità: su Windows li installi a mano successivamente e te li trovi installati una volta per sempre. Mi verrebbe da pensare che chi ha formulato questa argomentazione è una persona che reinstalla di frequente il proprio sistema operativo e quindi si trova a ripetere l’installazione degli stessi software in modo ripetitivo. Io ho un portatile dal Natale del 2008 e ho eseguito una sola installazione di Windows, per passare da Vista a 7, circa 6 mesi fa. E’ vero, avrò perso 2 o 3 ore per installare i vari Adobe Reader, suite office, 7-zip, ecc…ma una volta fatto, è fatto per sempre. Argomentazione bollata come “non influente”.
FINE PARTE 1
Riguardo la questione se Windows sia o meno “regalato” quando di acquista un PC nuovo, la verità è che non è “regalato”, ma quasi. Il sovrapprezzo si può stimare in circa 40 €, che era la differenza di prezzo tra i primi netbook con installato Windows XP e quelli con installato Linux. Non mi sembra un furto.




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